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Avvistamento Manta nel Canale di Sicilia PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto e Paola Zaccagni   
Giovedì 27 Agosto 2009 19:44

tn_mantaCanale di Sicilia 17 luglio 09

Paola ed io mai ci potremo dimenticare il  16 luglio: abbiamo avuto  un incontro molto  riavvicinato con una  enorme Manta. Ci trovavamo al largo dell’isola di Pantelleria in una di quelle  giornate dove il mare non si distingue dal cielo tanto piatto e liscio.Ogni minima increspatura  in questi casi rivela una sorpresa.

 

Già avevamo avvistato  una decina di tartarughe che sornione si inabissavano lentamente al nostro arrivo nel blu cobalto seguite da branchi di pesci pilota o in un caso da una ignara cernia di profondità.I delfini già ci avevano scortato per lunghi tratti e  nugoli di gabbiani in frenesia  ci  rivelavano mangianze di  pesci azzurri attaccati da  sotto da famelici tonnetti.
A un tratto un balzo  seguito a poco da un secondo di qualcosa mai visto. Un “qualcosa di grande, grandissimo , uscito dall’acqua  a 200 metri di distanza dalla nostra barca Gli occhi sbarrati per non perdere il punto, le braccia protese e il respiro contratto  quasi a scongiurare di rivedere l’accaduto.

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Il tutto è stato troppo fulmineo nella vastità a 360 gradi del mare. Giriamo sul punto , e già si incrociavano  le supposizioni. Una coda di balena? Un cetaceo esibizionista? Un…no non potevo crederci anche se la forma mi era parsa romboidale.
Poi niente.il blu intenso, tutto  uniforme, non una increspatura non un moto. Nulla. E’ enorme questo mare, solo in certi momenti ce ne rendiamo conto.
Passano le ore e spendiamo una bellissima giornata al Banco Pantelleria  …veramente in mezzo al Canale di Sicilia.Sul ritorno, già non ci pensavamo più. Poi all’improvviso circa nello stesso punto dell’avvistamento della mattina ,a prua  di nuovo un volo; è una  Manta  ,si  la abbiamo vista bene.! Come un aquilone si è staccata dal mare e ricadendo  ha sollevato spruzzi e schizzi da primato. Arriviamo con all’abbrivio della barca sul punto, spegniamo il motore e nell’incredulità più completa eccola che ci viene incontro, passa sotto il nostro guscio di noce volteggiando leggera, nerissima sopra e bianco candido sotto.E’ la prima cosa che colpisce. Passa ancora, gira intorno, sfiora la superfice, cabra sulle ali, si volta e torna.
Via non è possibile perdersi un occasione così , ci stà chiamando,vuole  fare la nostra amicizia.
Infilo la maschera e sprono Paola e buttarsi con me. Eccoci in acqua tutti e tre.
La Manta  ci ringrazia  venendoci incontro, vicina, vicinissima, ,la possiamo toccare…..Non è un sogno!
Ha una coda lunghissima il doppio della sua apertura d’ali che sfiora i 4 metri.Gli occhi  ai margini delle appendici labiali ci scrutano intelligenti ,noi un po’ impacciati e non nascondo riverenti abbiamo i nostri occhi tanto grandi che sembrano voler uscire dalla maschera.
Una simpaticissima pinnetta sul dorso all’attaccatura della coda  è crestata di bianco il che spicca curiosa sul nero intenso della livrea.Immagazziniamo assetati tutti i possibili dettagli che ci colpiscono  consci che  possibilità come queste  avvengono  raramente nella vita. Chissa se Lei, la Manta,starà  pensando lo stesso…..
Ormai è diventata una della famiglia  e già oggi  son uscito a mare nello stesso punto perché mi mancava…mi è parso di vedere  un gran schiamazzio di schiume  …. Voglio pensare che sarà stata lei  che ci ha riconosciuto e ci salutava per l’ultima volta.

Alberto e Paola Zaccagni