Per un fotografo subacqueo dilettante - quale sono io – costituisce una straordinaria avventura riuscire a tornare a casa con immagini come queste, anche se criticabili sotto un profilo tecnico.
Se ciò è avvenuto, nel giugno del 2002, non è da imputare ad una particolare mia abilità, ma ad una occasionale fortuna. O meglio, alla grande disponibilità di queste straordinarie creature che, nel caldo mare egiziano, hanno giocato freneticamente per oltre due ore con il nostro gruppo di subacquei.
Fotografarli è stata un'impresa, non solo per la loro incredibile velocità sott'acqua, ma anche per le imprevedibili e bizzarre direzioni assunte.
Ricordo che, dopo l'avvistamento in superficie, ci siamo premurosamente vestiti alla meglio e, dopo avere impugnato macchina fotografica e flash, ci siamo tutti tuffati, chi con bombola e chi senza.
Abbiamo udito i loro suoni che si propagavano nell'acqua senza ancora vederli, poi ci siamo improvvisamente trovati tra loro. Il resto non necessita di alcuna narrazione, perché chiunque può immaginarlo.
La località in cui ho vissuto questa esperienza è "El Guna", poco a nord di Hurghada, in una baia che, proprio in virtù di questi frequenti incontri, è stata denominata "Dolphin reef".
Qui sotto la foto della zona in oggetto.

Marco Chines |